Vigilanza venatoria

 

Come stabilito dall’ar. 27 della L.157/92 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, la vigilanza venatoria viene affidata in primis agli agenti dipendenti degli enti locali delegati dalle Regioni e in particolare alla Polizia Provinciale. La vigilanza venatoria – con la vigilanza ittica la competenza più antica e tradizionale della Polizia Provinciale – è da sempre considerata materia complicata salvo che per pochi esperti. E’ composta, infatti, da un complesso di norme che si intrecciano ai fini della valutazione della condotta, ma anche del c.d. atteggiamento venatorio, del cacciatore (e, in taluni casi, del cittadino utente). Per questo l’agente di Polizia Provinciale deve possedere non solo le nozioni basilari in materia di caccia e fauna e della relativa normativa, ma anche in materia penale (Codice Penale e di Procedura Penale), poiché spesso le violazioni accertate risultano rientrare in questo campo anche alla luce del fatto che sono utilizzate armi da fuoco, con tutti gli aspetti normativi correlati per la tutela della sicurezza dei cittadini.

La vigilanza venatoria prevede per tutti i giorni dell’anno servizi volti alla tutela/salvaguardia della fauna selvatica, la difesa degli habitat e il controllo della caccia, nonché il contrasto del bracconaggio che può essere a sua volta distinto in caccia di frodo (comportamento tenuto da quei cacciatori che considerano la caccia in modo completamente liberalizzato al di fuori e contro ogni regolamentazione normativa stabilita a tutela del patrimonio faunistico) e in bracconaggio di ritorsione (atti vietati commessi nei confronti di quei particolari tipi di fauna ritenuta causa di problematiche per le attività agricole e/o per la selvaggina cacciabile perché  in competizione con le specie prelevabili durante l’esercizio venatorio, come lepri e fagiani).

 Lo sforzo si dipana attraverso le seguenti attività:

 - attività di prevenzione, mediante un sistematico controllo ed un presidio giornaliero del territorio;

 - attività di repressione in caso di accertamento di situazioni illecite;

 - servizi mirati di controllo, anche notturno in particolari aree (parchi regionali, oasi, zone di ripopolamento e cattura, istituti di protezione ecc.).

L’attività di contrasto e di repressione alle deprecate forme di bracconaggio si esplica attraverso turni di servizio basati su un regime dinamico e contraddistinti dalla massima elasticità operativa, funzionali a consentire un’autonomia di movimento del personale coinvolto, ed è diretta strettamente e sinergicamente dal Comando del Corpo, al quale spetta la pianificazione, la supervisione delle operazioni e il supporto tecnico operativo.

Sanzionario caccia:

5.Sanzionario Caccia