Piano controllo nutrie

La recente nuova formulazione del comma 2 dell’art. 2 della legge n.157/1992 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), a seguito della modifica apportata dal decreto legislativo 24 giugno 2014, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 13,  ha variato “ lo status”  della nutria, che è stata equiparata ai topi, alle talpe ed alle arvicole, non facendola più rientrare fra le specie di fauna selvatica. Conseguentemente ha determinato la sua esclusione dalla possibilità di essere sottoposta al controllo numerico di popolazione, così come stabilito dalla sopraccitata legge n. 157/92 e dalla legge regionale n. 50/1993. 

Mutato lo status giuridico, come evidenzia la circolare interministeriale n. 0021814 del 31 ottobre 2014 del Ministero della Salute e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con la quale, la situazione risulta la seguente:

- il trasferimento della competenza sulla gestione della nutria, precedentemente assegnata alle Regioni e alle Province, ai Comuni;

- la possibilità, nella gestione delle problematiche relative al sovrapopolamento della nutria, dell’utilizzo di tutti gli strumenti sinora impiegati per le specie nocive (non solo per il contenimento, ma anche per l’eliminazione totale di questi animali, analogamente a quanto si fa nelle derattizzazioni);

Sono cessate “ope legis” le competenze prima delegate alle Province in ordine alla gestione faunistica della specie e relativi piani di controllo numerico e gli agenti  della Polizia Provinciale e gli altri cacciatori abilitati a norma dell’art. 17 della L.R. 50/93, sono esautorati dall’effettuare piani di controllo ed abbattimenti. Conseguentemente il Comando Polizia Provinciale non rilascia più autorizzazioni per la detenzione di gabbie/trappola.

 (pagina aggiornata il 30 marzo 2015).