Definizione

 

 

 

L’attività di vigilanza in materia ecologica[1] è finalizzata alla tutela ed alla salvaguardia dell’ambiente in generale, attraverso controlli preventivi e repressivi di quei comportamenti che ledono o possono ledere e porre in pericolo l’insieme dei beni ambientali. Ciò sia con riguardo all’ambiente inteso come risorsa naturale (cave), sia come salubrità (salute della collettività ad esempio contro gli inquinamenti), sia come bene culturale e come paesaggio nelle sue varie componenti (sbancamenti, migliorie fondiarie ecc).  In materia di ecologia l’attività di vigilanza si  concretizza in sopralluoghi, controlli e monitoraggi nelle seguenti tipologie aventi maggiore rilevanza ambientale:

- Suolo e sottosuolo – lotta all’abbandono di rifiuti e discariche abusive.

- Tutela del territorio – edilizia urbanistica.

- Acque superficiali e sotterranee – contrasto all’inquinamento di corsi d’acqua, scarichi abusivi, sversamenti.

- Gestione rifiuti, con particolare riguardo al trasporto di rifiuti.

- Controllo sullo sfruttamento del suolo – cave estrattive, sbancamenti.

- Controllo sulla gestione effluenti zootecnici.

L’attività di controllo svolta dalla  Provincia  deriva da:

- attività oggetto di segnalazione da parte delle pubbliche amministrazioni o di privati;

- attività in contesti con elevata densità abitativa o in prossimità di aree sensibili quali ospedali e scuole;

- attività che, per dimensione o pericolosità delle sostanze utilizzate, presentano maggiori criticità rispetto alle matrici ambientali coinvolte: discariche, acciaierie, concerie, cartiere, galvaniche.

- attività in aree del territorio particolarmente sensibili quali aree di ricarica degli acquiferi, SIC, ZPS o parchi.



[1]Sostanzialmente la normativa stabilita dal D. Lgs.vo 152/06, c.d. Testo Unico Ambientale