Contrasto al bracconaggio

Costituisce bracconaggio ogni atto di caccia illegale, cioè esercitato in grave violazione alle leggi in materia. Il bracconaggio si configura come sottrazione illecita della fauna selvatica al patrimonio indisponibile dello Stato e provoca danni alle popolazioni di animali, soprattutto nelle zone protette.

Può avvenire secondo le forme così definite:  caccia di frodo o bracconaggio di ritorsione.

Nel primo caso rientra il comportamento tenuto da quei cacciatori che considerano la caccia in modo completamente liberalizzato al di fuori e contro ogni regolamentazione normativa stabilita a tutela del patrimonio faunistico a sua volta originato, oltre che per il consumo della carne, anche per il collezionismo di trofei (ungulati) o per il commercio illegale di selvaggina anche viva a scopo di richiamo.

Con la forma di bracconaggio denominata di ritorsione si fa riferimento a tutti gli atti vietati commessi nei confronti di quei particolari tipi di fauna ritenuta causa di problematiche per le attività agricole (cinghiale, nutria) o  per la selvaggina cacciabile anche mediante l’utilizzo, con distribuzione sul territorio, di esche e/o bocconi avvelenati.

La Polizia Provinciale provvede al monitoraggio dei casi segnalati mediante l’inserimento in un’apposita banca dati consultabile al seguente indirizzo:

http://portale.provincia.vr.it/uffici/uffici/1/102/documenti/esche-avvelenate/banca-dati-bocconi-avvelenati/view