Birdwatching sul Garda

Le temperature molto rigide che si registrano nei mesi invernali nel Nord-Est europeo spingono molte specie di uccelli acquatici ad intraprendere lunghi viaggi verso sud-ovest, alla ricerca di ambienti più accoglienti.  L’area più meridionale del Lago di Garda, con le sue acque sempre libere da ghiaccio ed una buona disponibilità alimentare, è una delle zone umide italiane ove si registrano massicce concentrazioni di avifauna selvatica svernante, soprattutto da metà dicembre a fine febbraio. Tale concentrazione attira ovviamente anche un gran numero di ornitologi che, dotati di adeguati strumenti ottici, censiscono costantemente gli uccelli.

Quest’area naturale, tutelata come Zona di Protezione Speciale (ZPS) e come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), è strettamente correlata ad un altro SIC, il Laghetto del Frassino, situato poche centinaia di metri più a sud nel territorio del comune di Peschiera, sul quale, dall’alba al tramonto, si sposta una rilevante parte delle anatre svernanti nel Lago di Garda. Nel periodo invernale sono facilmente osservabili da riva, spesso all’interno dei porti, almeno tre specie di svassi: lo svasso maggiore (podiceps cristatus), lo svasso piccolo (podiceps nigricollis) e lo svasso collorosso (podiceps grisegena). Molto raro invece è lo svasso cornuto (Podiceps auritus), osservato solo 3 volte negli ultimi 5 anni. Lo svasso maggiore è l’unico di questo gruppo che rimane a nidificare in primavera nei canneti ripariali del Lago di Garda.

Questi canneti d’inverno ospitano Folaghe (Fulica atra), Tuffetti (Tachybaptus ruficollis), pochi tarabusi (Botaurus stellaris), ben più concentrati al Laghetto del Frassino, e uccelli molto elusivi come i porciglioni (Rallus aquaticus), contattabili soprattutto grazie al canto, che ricorda il verso del maiale.

Altre specie che stazionano sulle acque del Lago di Garda, compiendo brevi immersioni alla ricerca di cibo, sono il Cormorano (Phalacrocorax carbo), che forma di notte dormitori molto affollati sugli alberi delle sponde del Laghetto del Frassino, anatre come la Moretta (Aythya fuligula) e il Moriglione (Aythya ferina) che spesso costituiscono gruppi misti e sono le principali protagoniste delle piccole migrazioni quotidiane tra Garda e Frassino, il Fistione turco (Netta rufina) che presenta forte dimorfismo sessuale e il cui maschio è caratterizzato da vivaci colori, ed infine il meno comune, ma altrettanto affascinante, Smergo minore (Mergus serrator). Con l’utilizzo di un buon cannocchiale è possibile vedere, più distante dalla costa, alcuni individui di Strolaga mezzana (Gavia arctica), soprattutto nella parte centrale del lago, una specie capace di compiere lunghe immersioni.

Posati sui pontili e sui muretti dei porticcioli, oppure impegnati in voli di perlustrazione a bassa quota alla continua ricerca di cibo, sono invece osservabili diversi gabbiani (Laridi): i più numerosi sono i Gabbiani comuni (Larus ridibundus) che già in questa stagione presentano la testa nera tipica dell’abito nuziale. Riconoscibili per le maggiori dimensioni sono i Gabbiani reali (Larus michahellis). Degne di un occhio più esperto sono invece le Gavine (Larus canus), gabbiani di medie dimensioni, e i Gabbianelli (Larus minutus). Gli osservatori occasionali potranno invece confondere con i gabbiani alcune specie di sterne, poco frequentemente svernanti sul Garda, come la Sterna comune (Sterna hirundo), il Mignattino piombato (Chlidonias hybrida) e il Mignattino comune (Chlidonias niger).

Alla fine dell’inverno la maggior parte degli uccelli ritorna nei quartieri di nidificazione del Nord Europa. Alcune specie scompaiono completamente, di altre resta un numero ridotto d’individui, mentre nuove specie giungono dall’Africa per riprodursi nei canneti ripariali di Phragmites. Tra queste enumeriamo piccoli passeriformi come la Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) e il Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus) che emette il suo rauco canto dalla cima fiorita delle canne, nonché il più piccolo ardeide europeo, il tarabusino (Ixobrychus minutus).

Su tutta la sponda del Lago di Garda è vietato alimentare le anatre selvatiche e domestiche, compresi gli eleganti Cigni reali (Cygnus olor). Questi ultimi possono diventare particolarmente aggressivi in periodo riproduttivo quando, per difendere il proprio nido, non esitano ad aggredire a colpi di becco ed ali gli occupanti delle imbarcazioni che si avvicinano troppo alle uova o ai pulcini.