avvio del nuovo piano di eradicazione della nutria

A seguito dell’approvazione della deliberazione della Giunta regionale n. 1545 del 10 ottobre 2016 e del successivo provvedimento provinciale del 14 novembre, è stato dato avvio al piano di eradicazione della nutria anche nella provincia di Verona. Purtroppo l’interruzione degli interventi di contenimento, conseguente alla modifica della legge statale sulla caccia, ha determinato un incremento della specie e dei danni dalla stessa arrecati, che hanno reso necessario un ulteriore intervento normativo, sia a livello nazionale che regionale, che è appunto culminato con l’adozione del piano regionale di eradicazione della nutria 2016/2019

L’incremento della popolazione della nutria ha ormai assunto le dimensioni di una vera e propria emergenza di protezione civile: è un fatto  notorio che lo scavo di gallerie utilizzate come siti di riproduzione della nutria, provoca la progressiva erosione di molte arginature pensili, con conseguenti rischi idraulici rilevanti, potenzialmente in grado di mettere in serio pericolo l’incolumità di cose e persone, determinando  infiltrazioni e cedimenti con possibile esondazione in occasione di ondate di piena. Lo scavo di lunghe gallerie da parte delle nutrie è stata in questi anni la concausa del collassamento degli argini fluviali e di esondazioni, con danni notevoli alle popolazioni locali e alle attività umane; gli enti preposti alla vigilanza e manutenzione delle arginature dei corsi d’acqua segnalano ripetutamente tali fonti di pericolo, risultando vani gli interventi tecnici effettuati per riparare le falle,  perchè chiusa una tana le nutrie ne scavano immediatamente un’altra;

La Regione, a tal proposito, ha organizzato l’attività futura prevedendo il coinvolgimento diretto di molti soggetti, tra cui i Comuni,la Provincia, i cacciatori abilitati, gli Ambiti territoriali di caccia, i consorzi di bonifica, dai proprietari/conduttori di fondi agricoli, le organizzazioni professionali agricole e le associazioni venatorie. Molteplici sono gli interventi di controllo da mettere urgentemente in atto, in primis l’abbattimento con sparo praticati soprattutto dai cacciatori all’uopo abilitati e coordinati dall’Ambito territoriale di caccia e dalla Provincia che forniranno un prezioso aiuto alla Provincia, come già avveniva in passato. Grazie alla preziosa collaborazione degli ATC sarà quindi possibile ottimizzare le azioni di eradicazione sul più ampio territorio possibile, laddove la presenza e gli impatti saranno maggiori.

Sarà tuttavia necessario il coinvolgimento anche delle altre categorie di utenza interessate e ciò al fine di dare la massima efficacia ed efficienza agli interventi intrapresi. Importante sarà inoltre il contributo che verrà fornito dai Consorzi di bonifica per lo smaltimento delle carcasse delle nutrie abbattute dai cacciatori abilitati e dalla Polizia provinciale.

Il piano prevede altresì la possibilità di utilizzo delle gabbie/trappola da parte degli agricoltori:

proprio il ruolo del mondo agricolo, e conseguentemente delle organizzazioni professionali agricoli, dovrà risultare rilevante.

Gli interventi di controllo saranno attivati sin da subito, laddove sussistono le maggiori criticità: a tal propositola Provinciaha già organizzato una serie di interventi, anche sensibilizzando gli ATC che da anni hanno prestato la loro collaborazione nell’organizzazione e attuazione delle operazioni di contenimento nei confronti della nutria, che tra l’altro, è una specie di nessun interesse venatorio ad ulteriore conferma dell’importanza del ruolo assunto nella gestione di ta

http://www.provincia.vr.it/newweb/Area-servi/Settore-Fa/Determinaz/Determinaz8/det-controllo-nutria-piano-reg-2016_2018.pdfle roditore alloctono.

 

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